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MASSA
CARRARA: come eravamo ...
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PIAZZA
FARINI: L'angolo di Piazza
Farini, ora Piazza Matteotti,
è rimasto più o meno come lo vediamo in fotografia. La piazza fu realizzata
sopra un '
area
dove alcuni anni prima sorgeva il cimitero cittadino. Non è possibile
precisare l'anno in cui è stata scattata la fotografia; forse risale
agli anni Venti perchè, come riferimento, è stato preso il tram
fermo a i Capolinea della piazza e l'impianto di illuminazione pubblica.
Infatti il nuovo impianto è quello ancora attuale che fu realizzato
nei primi degli anni Trenta. Di fronte poi si scorge il Palazzo del
Politeama con al piano terreno il Teatro Verdi. I lavori per la costruzione
del grandioso edificio iniziarono nel 1888 e furono ultimati nel 1892.
Il Teatro Verdi fu inaugurato con la rappresentazione e "Rigoletto".
Nel 19L11,dopo un anno dalla "prima", andò in scena i a " Tosca" e ospite
dei carraresi era l'autore Giacomo Puccini. In quell'occasione il Maestro
annunciò, nel corso del ricevimento che si era tenuto al Casino Civico
degli Animosi, che stava preparando "Madama Butterfly". Puccini concluse
il suo breve discorso complimentandosi con i protagonisti e con il pubblico
carrarese, giudicandolo "competente" a dare giudizi sull e opere liriche.
VIA
ROMA: E' l'angolo più centrale della città. Via Roma - Via Verdi.
A sinistra è ancora la vecchia e rinomata pasticceria-bar Caflisch mentre
di fronte, sulla Via Verdi, era il Bar Carrarese". A destra della foto
un palazzo dell'epoca, forse primi Novecento. La Via Roma non era l'attuale
della passeggiata serale. Prima della costruzione del Palazzo Politeama,
la Via Roma finiva all'angolo di Via Cavour. Con una strada più stretta
si arrivava nello spiazzo, prima Piazza Farmi, ora Matteotti, dove era
il Camposanto della città. In quel periodo il passeggio si svolgeva
nello Stradone di S. Francesco. TEATRO DEGLI ANIMOSI: Il Teatro degli Animosi fu voluto da un gruppo di illustri carraresi. Il progetto era dell'architetto
Giuseppe Pardini di Lucca e l'opera venne ultimata nel 1839 con una
spesa di I 40mila lire, denaro che fu raccolto con una sottoscrizione
popolare. Al piano superiore era stato costruito il Casino Civico con
una sala da gioco, una da biliardo, una per la lettura e la sala grande
per il ballo. La prima op era lirica che venne rappresentata fu "Lucia
di Lammermour. La facciata del teatro è tutta di marmo bianco statuario.
Sopra le sei colonne, scolpite in un unico blocco, è un cornicione,
sempre di marmo, con sculture che rappresentano maschere greche e festoni
floreali. Al centro una lastra di marmo bianco con la scritta di Andrea
Micheli Pellegrini: "MDCCCXXXIX, ad ingentilire i costumi per l'arte
che più alletta ed ammaestra i cittadini animosi erigevano". LA MACCHINA: La "macchina", chiamata così dai carraresi, era la motrice che trainava una ventina di vagoni per il trasporto dei marmi. Era la macchina
della "Marmifera". La vediamo nella foto mentre transita dalle Canalie
per raggiungere la stazione di Miseglia Inferiore. La strada ferrata
partiva dalla stazione di 5. Martino e, aver attraversato il centro
cittadino, arrivava alla stazione di Monterosso e da quì il con voglio
partiva alla volta delle cave. Con un tratto di 32,275 chilometri, la
strada ferrata della ~Marmifera'~ raggiungeva le cave dei bacini di
Torano,Fantiscritti e Colonnata. Una assurda decisione di alcuni amministratori
comunali degli anni Sessanta, abolì l'attività della Ferrovia Marmifera,
questa grande impresa realizzata tra gli anni 1871 e 1890. Oggi la stessa
linea ferroviaria carrarese poteva essere ancora in attivita non tanto
per il trasporto dei blocchi di marmo ma soprattutto per impiegarla
come attrattiva turistica. LA LIZZATURA: Dopo la lizzatura, che rappresentava il trasporto dei blocchi di marmo dalla cava al poggio, era la volta del trasporto su carro a quattro
ruote, trainato da buoi maremmani. Il carro partiva dal poggio raggiungendo
il piano percorrendo la Via Carnona diretto alle varie segherie che
si trovavano ai margini del torrente Carrione. Questo sistema di trasporto
fu in uso fino agli anni Venti, in concorrenza con la Ferrovia Marmi
era. La foto ricorda il trasporto di un grosso blocco su carro trainato
da 14 paia
di buoi in località Canalie. |
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