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PRODOTTI
TIPICI
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ISOLA
D'ELBA
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Il
piatto più noto è senza dubbio il cacciucco . Ma la cucina elbana è ricca
di golosità. Tra gli antipasti ricordiamo la panzanella : gallette bagnate
e ricoperte con un misto di pomodori, tonno, ventresca, ppeproncino olio
e sale; il migliaccino e il cavolo lessato all' acciugata. Tra i primi
vi sgnaliamo la
zuppa di cavolo nero e fagioli e quella di riso finocchi e stranapercori
un' erba di campo dal sapore amarognolo. Fra i primi "asciutti " una speciale
menzione la meritano gli spaghetti alla granseola (il granchio margherita)
ed il riso nero con totani e seppie. Tra i secondi è il trionfo dei piatti
di mare: polpo in umido, stocafisso in tegame, totani ripieni di carne
o pesce, ogliere fritte, acciughe o sarde ripiene. Sulle tavole elbane
trova comunque spazio anche la cacciagione ed in particolare il cinghiale
sotto forma di salume oppure cotton in una grande varietà di umidi. Infine
i dolci. Ancora una volta domina la semplicità :l' imbollita (un pane
con i fichi secchi), la schiacciunta (uova, farina, strutto e limone)
sono le damigelle della regina dei dolci elbani: la schiaccia briaca un
impasto di zucchero, farina, uvetta, noci mandorle, pinoli ammorbidito
con bicchierini di alchermes e aleatico . |
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Il
più noto dei vini elbani è l' Aleatico ma le D.O.C. elbane sono ben quattro:
Aleatico, Ansonica, Elba Bianco ed Elba Rosso. Ognuno di questi vini possiede
caratteristiche degne di nota, ma il più apprezzzato dagli intenditori
è sicuramente l' Aleatico. Il vero Aleatico dell' Elba è una rarità e
si distingue per il marchio D.O.C. sull ' etichetta: se ne producono pochissime
bottiglie, circa quindicimila l' anno ed il suo prezzo è piuttosto elevato
circa 40.000 lire per una confezione da mezzo litro. Viceversa l' Aleatico
con la scrtitta "vino liquoroso" ha ben poco a che vedere con l' originale,
costa molto meno ma non è elbano infatti se ne vendono circa 900.000 bottiglie
a stagione. Noto fin dall' epoca napoleonica l' Aleatico doc è un corposo
passito da dessert sui sedici gradi. Ha un colore che può variare dal
rosso cupo al rosso rubino; il gusto è leggermente dolce e la profumazione
intensa e assai gradevole con sentori di sottobosco e amarene. L' ideale
è sorseggiarlo come vino da meditazione o in alternativa accompagnarlo
a dolci secchi non troppo zuccherini, ma vi suggeriamo di provarlo abbinato
a pecorino e miele di corbezzolo. L' altro gioiello vinicolo dell' isola
è l' Ansonica, un bianco costituito all' 85% da uve ansonica. L' Ansonica
esiste sia in versione da tavola da abbinare ai sapori di mare della cucina
elbana crostacei zuppe di pesce cacciucco sia in versione passito.Ha un
colore paglierino che può tendere all' ambrato. Un tour enologico è un
ottimo motivo per visitare l' isola, le maggiori aziende vitivinicole
sono organizzate per accogliere ospiti, offrire degustazioni e alcune
affittano appartamenti molto ambiti dagli amanti delle vacanze agrituristiche.
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Per
secoli e secoli il principale prodotto è stato il ferro: quel ferro che
l'Elba ha instancabilmente donato a chi ha voluto scavare il suo sottosuolo
e con cui ha reso ricchi e potenti i suoi signori. L'attività estrattiva
è continuata fino ai giorni nostri: solo nel 1983 le miniere sono state
chiuse. Cosi come il ferro ha caratterizzato la vita economica e sociale
della parte orientale dell'isola, l'escavazione e la lavorazione del granito
è stata determinante per gli abitanti della zona occidentale, che si erano
specializzati nella produzione di imponenti colonne per la costruzione
di templi, come il
Pantheon di Roma.Ancora oggi non si è spento del tutto il ticchettio del
lavoro degli scalpellini che con antica perizia sanno trarre forme levigate
da grossi blocchi di roccia durissima.La ricchezza del sottosuolo, che
racchiude più di 150 varietà di minerali (quarzo, ematite, tormalina,
pirite . . .) dà origine ad una lavorazione molto apprezzata dai visitatori.
Abili artigiani trasformano infatti le pietre dure in originali gioielli
e oggetti d'arredamento.La fama dell'Elba, in Italia e in Europa è poi
affidata alla produzione vinicola che vanta una lunga tradizione. Il vino
elbano, già famoso al tempo dei Romani ("Insula vini ferax" la definisce
Plinio il Vecchio), allietò nel medioevo la mensa dei Papi, ed i velieri
del ' 700 lo trasportavano nei più importanti porti commerciali. Oggi
l'isola può vantare pregiati vini DOC: "Elba rosato", "Elba bianco" "Elba
rosso", "Elba rosso riserva" "Ansonica", "Elba Bianco spumante" o ideali
compagni di viaggio per il dessert, come l'"Aleatico" e l'"Ansonica passita".
Tutti si accompagnano magistralmente sia con i piatti tipici della gastronomia
elbana, che offre ancora alcune antiche ed apprezzate ricette nate originariamente
nelle cucine di minatori e scalpellini come piatti poveri, sia con i dolci
caserecci che escono dorati ed invitanti dai forni a legna. |
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