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ITINERARI SEGNALATI
   

MUSEO DELLA FIGURINA DI GESSO E DELL'EMIGRAZIONE
L' uso di lavorare il gesso ebbe origine a Coreglia Antelminelli, probabilmente tra il XVI ed il XVII secolo, allorché si concluse, nella vicina Barga, la rigogliosa stagione delle terracotte robbianeDa allora questa attività acquistò sempre maggiore importanza fino a diventare la principale occupazione della popolazione locale.
Iniziò così quel fenomeno dell' emigrazione di massa inscindibilmente legato alla produzione ed alla vendita ambulante della figurina di gesso che si verificò soltanto nella ristretta area geografica della Media Valle del Serchio e della Val di Lima.
I figurinai o figuristi, così si chiamavano gli artigiani che, recandosi spesso a piedi da una città all' altra o da uno Stato all' altro, vendevano nelle vie e nelle piazze quelle figurine che di notte avevano creato nei loro provvisori laboratori, furono per secoli un valido e determinante apporto alla depressa situazione economica dei loro paesi d' origine. Per testimoniare il significato da essi rappresentato sia sul piano economico-sociale che culturale, fu istituito a Coreglia Antelminelli, paese da cui partirono i primi figurinai, con sede nel palazzo Vanni, un Museo che accoglie oltre 1.000 esemplari di gesso prodotti dai più esperti formatori che si dedicarono a questa attività tra il XVIII ed il XX secolo.
Il Museo di Coreglia, divenuto ormai tappa obbligata per chiunque desideri conoscere la manifattura del gesso, mostra nelle sue vetrine la più vasta gamma di soggetti creati da questi instancabili giramondo. Settecenteschi gattini anneriti col fumo di candela, dallo spirito sornione e dai morbidi volumi, busti di filosofi greci e romani, di re, di imperatori, personaggi mitologici e grandi celebrità della musica, dell'arte, della letteratura, maschere mortuarie, studi anatomici, riproduzioni di animali domestici;
tutti quei soggetti che potevano incontrare il favore dell' acquirente, realizzati con una tale perfezione da trasformare questo artigianato in una forma d' arte minore, furono dai figurinai riprodotti e trovano ora nel Museo della figurina di gesso e dell' emigrazione la loro più adeguata collocazione. Largo spazio è stato dedicato anche alla rappresentazione dei metodi usati per la creazione della statuina ed all' esposizione degli oggetti di santità che, nella seconda metà del secolo scorso, determinarono la fo
rtuna di parecchi artigiani. Per meglio sottolineare l' indirizzo socio-antropologico del Museo è stato anche allestito, al suo interno, un laboratorio dove il visitatore, previa prenotazione, può assistere alla creazione della statuina di gesso.

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