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PARCO
NAZIONALE ARCIPELAGO TOSCANO
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Il
più grande Parco marino d'Europa. Sette isole: Elba,
Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Gorgona e Giannutri racchiuse
in 60.000 ettari di mare. La leggenda le vuole figlie della Venere tirrenica,
gemme del suo diadema, la realtà ne evidenzia una molteplicità di aspetti
da un punto di vista storico, culturale, naturalistico ed economico. E'
strano ma, in questa parte di mondo, realtà e fantasia convergono nel
sottolineare l'unicità, la bellezza l'originalità di queste isole. Le
sette Perle, circondate e racchiuse dal mare "unificante", cantate dalla
poesia oggi sono il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano che vedono
il loro significativo simbolo identificato con un'onda spumeggiante muoversi
nel volo di un gabbiano dal becco rosso. La storia del Parco riempie,
da dieci anni, la cronaca locale, con echi nazionali ed internazionali.
Da alcuni è stato fortemente voluto, da altri, con la stessa forza osteggiato,
ma altro non era da aspettarsi in una terra i cui valori ambientali sono
stati arricchiti dal lavoro, dalle tradizioni, dalla cultura di un popolo
che affonda le sue leggende e la sua storia negli Argonauti
e nei primi uomini che nel II millennio A.C. solcavano il Mediterraneo
alla ricerca dei metalli. Istituito il 22 luglio 1996 con il Decreto del
Presidente della Repubblica, il Parco ha dovuto superare una lunga gestazione
fatta di polemiche, critiche, continui rallentamenti. Oggi, gli spettri
del passato e le paure hanno lasciato il posto al dialogo ed alla partecipazione.
Il Parco c'è, è una realtà, e la sua istituzione rende evidente le enormi
potenzialità offerte dall'Arcipelago nella sua complessità non più legate
solo alla singola isola. Non parliamo soltanto delle azioni primarie legate
alla conservazione e tutela del patrimonio naturale, della biodiversità
e geodiversità delle isole e del mare che le circonda ma anche della scommessa
legata ad un turismo consapevole che affonda le sue motivazioni nella
storia, nella cultura, nell'ambiente, nelle tradizioni dell'Arcipelago.
L'agricoltura, l'artigianato tradizionale locale, le attività ittiche
innovative ma anche le aree ex minerarie, Pianosa
potranno trovare, nell'istituzione dell'area protetta motivo di ripresa
e valorizzazione sostenibile. Non una "nuova cassa del Mezzogiorno" ma
un marchio di qualità che amplifichi "la commercializzazione" dei prodotti
e delle offerte. Non promesse, ma progetti reali, concreti finalizzati
a vincere la grande scommessa del lavoro e dell'ambiente. Poi, gli obiettivi
più ambiziosi, quelli a lungo termine, legati ad un "Parco" come sistema
educativo, culturale ed economico, imperniato sulla tutela e la valorizzazione
dei beni naturali del territorio. Insegnare ai giovani l'importanza dello
sviluppo sostenibile è una garanzia per i loro futuro, è una chiave preziosa
per abitare l'Europa del 3° Millennio. Questo è un lavoro difficile, lungo,
i cui risultati si potranno vedere tra qualche anno ma che rappresenta
il traguardo di chi, con amore e pazienza sta lavorando per il Parco.
Chi si accinge
a scoprire il mondo dell'Arcipelago troverà sette isole, ognuna con caratteristiche
proprie, alcune di esse chiuse per lungo tempo in un isolamento che ha
garantito la qualità ad ecosistemi unici del Mediterraneo. Pianosa è una
di queste. Protetta dal carcere per 142 anni, colonia penale prima, carcere
di massima sicurezza fino ai nostri giorni. L'isola "piatta" è una risorsa
unica: praterie di Posidonia vera e propria "nursery" della fauna ittica
dell'alto Tirreno, le catacombe più importanti a nord di Roma, la Villa
Romana di Agrippa, il Sanatorio di Punta Marchese dove fu confinato anche
Sandro Pertini, una flora e una fauna caratterizzate da molteplici rarità
dovute ad un'evoluzione "in isolamento" e un eccezionale flusso migratorio.
La carta d'identità del Parco: il più grande parco marino d'Europa, inserito
nel santuario internazionale dei cetacei. Anno di istituzione 1996, ampliato
nel 1997. Superficie 17.694 ettari a terra e 61.474 a mare. Altitudine
Dal livello del mare ai 1018 m del monte Capanne (Isola d'Elba). Collocazione
È situato nel mar Tirreno e composto dalle sette isole maggiori (Elba,
Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannutri e Gorgona) e da isolotti
minori. Come si raggiunge L'Elba è collegata con ottimi servizi da Piombino
e Livorno; Capraia è collegata da Livorno (d'inverno anche dall'Elba e
dalla Liguria); Giglio e Giannutri sono collegate da Porto S. Stefano
(Gr); Pianosa è collegata da Marina di Campo (Li) e Porto Azzurro (Li);
Gorgona è collegata da Livorno; Montecristo è riserva naturale integrale.
Informazioni turistiche Ambienti e natura Le isole sono caratterizzate
da estese formazioni a macchia mediterranea, con sporadici boschi di leccio;
pinete da rimboschimento sono presenti all'Elba, a Gorgona, a Pianosa;
nell'isola maggiore ci sono estesi popolamenti di castagno intorno al
Monte Capanne. Le presenze faunistiche sono fortemente condizionate dai
caratteri di insularità, da segnalare la rilevante presenza della martora
all'Elba. Le isole sono interessate da forti e significativi flussi di
avifauna migratoria, da segnalare la nidificazione del gabbiano corso
a Capraia, Giglio e Pianosa. Il mare dell'Arcipelago Toscano è tra i più
famosi d'Italia, nota meta di immersioni tra le più affascinanti, da segnalare
la presenza di cetacei in tutte le stagioni intermedie. Tra
gli endemismi vegetali da segnalare la linaria di Capraia, il fiordaliso
di Capraia, la viola dell'Elba e la Genista desoleana Valsecchi. Legislazione
Prima individuazione del Parco Nazionale con D.M. Ambiente 21.7.1989 modificato
con D.M. Ambiente 29.8.1990. Individuato dalla Legge quadro sulle aree
naturali protette n. 394 del 6 dicembre 1991. Istituzione dell'Ente Parco
con D.P.R. 22.7.1996 e ampliamento con D.M. Ambiente 19.12.1997 per l'area
marina di Pianosa. Ente gestore Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Sede provvisoria Via Guerrazzi, 1 - 57037 Portoferraio (LI) Tel. 0565/919411
Fax 0565/919428 e-mail: parco@islepark.i Queste note sono inutili per
chi, nato in queste splendide isole o qui giunto ed affascinato dalla
loro bellezza, è alla ricerca di ambienti naturali da vivere. Una mano
che carezza e non distrugge è il primo segno di un modo rispettoso di
accostarsi alla natura e alla cultura: siamo certi che tutti vorranno
comportarsi da ospiti di riguardo in uno dei "salotti buoni" del pianeta
Terra. Nessuno getterà o abbandonerà rifiuti, strapperà fiori o disturberà
animali anche solo con una presenza invadente e chiassosa. Indossate un
abbigliamento semplice e comodo, da campagna, che si possa sporcare o
rompere senza rimpianti e che si mimetizzi con l'ambiente circostante.
Basterà camminare con calma, parlando a bassa voce e gli uccelli non si
zittiranno al vostro passaggio; e, per favore, abbandonate la fretta di
città, fermatevi spesso a guardarvi intorno: quello che appariva come
un "normale sasso" è invece un insieme di vividi e lucenti cristalli dalle
forme perfette; noterete che quel che a prima vista sembrava un ramoscello
è invece un bellissimo insetto. Fermatevi a riposare in zone un po' appartate,
ai bordi delle radure e non in piena vista, e presto la vita nella macchia
riprenderà quasi come se voi non ci foste. Sedetevi con calma davanti
alla torre saracena, ai terrazzamenti di viti, alla chiesetta romanica,
alla fortezza d'altura etrusco-romana o ai caprili e percepirete la storia
e le
tradizioni di questi luoghi. Scorrerie piratesche, lotte di santi e di
draghi, lavoro nei campi, nelle miniere e nel mare... piano piano millenni
e millenni di storia vi scorreranno davanti. Immergetevi o nuotate in
superficie in qualcuno dei sentieri blu del Parco e sarete rapiti dalla
straordinaria bellezza di questi limpidi mari, cangianti di colori e ricchi
di vita. La soddisfazione maggiore sarà quella di poter comunicare la
vostra esperienza a quanti, a casa, ascolteranno il racconto, osserveranno
le immagini, percepiranno suoni odori e colori e vorranno vedere questi
luoghi come voi li avete lasciati: integri e belli. Ma ognuno di voi potrà
fare anche qualcosa per contribuire alla tutela del territorio del Parco.
Se per boschi e campi, lungo una spiaggia o per mare, vi dovesse capitare
di incontrare manomissioni o inquinamenti, segnalatelo. Le vostre escursioni
saranno così anche un continuo monitoraggio dello stato di salute degli
ambienti naturali e culturali del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
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