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LA
RIVIETRA DI PONENTE
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Parlando della
striscia di terra ligure che si estende da Genova a Ventimiglia, si può
probabilmente affermare che essa è meno ripida e movimentata di quella
di Levante. Qui gli accumuli sabbiosi sono più ampi e le sporgenze rocciose
meno pronunciate. La presenza di aree più facilmente sfruttabili per le
colture di una certa estensione, oltre al clima mite, ha fatto si che
si sviluppasse molto la coltivazione di fiori, cosa per la quale è nota
questa riviera, oltre che per la produzione di vino e dell'olio. Le province
che si dividono l'amministrazione di questo territoriosono due: Savona
ed Imperia. I due capoluoghi hanno storie
molto diverse: Savona affonda le sue radici nel terzo secolo A.C., Imperia
è nata nel 1923 dall'unione tra Porto Maurizio,
Oneglia e altri nove piccoli centri. Non mancano le note località turistiche:
Spotorno, Finale Ligure,
Borgio Verezzi e la sua manifestazione teatrale
estiva, Alassio e il famoso muretto, San Remo
ed il festival della Canzone Italiana, solo per citarne alcune. E nell'immediato
entroterra come non citare il borgo medioevale di Dolceacqua,
noto per la produzione del rinomato Rossese.
La presenza di un territorio costiero e di uno montuoso immediatamente
a ridosso ci obbliga a dover fare distinzione anche quando parliamo di
vegetazione e di clima. Così , mentre nella zona costiera
troviamo, oltre a lembi residui di macchia e pineta, diverse specie arboree
di origine tropicale ( agavi, palme, fichi d'india) e la prevalente macchia
mediterranea, per cui e tra l'altro molto noto il Promontorio di Portofino,
nelle zone montane tra i 700 e i 1800 metri dominano i boschi di castagni,
faggi ed ontani, fino ad arrivare alle zone ricoperte da pini, abeti e
larici. Nella zona intermedia, fino ai 700 metri, le superfici sono coperte
dall'olivo e dalla vite. E' proprio in quest'area sottomontana che una
volta dominavano il paesaggio le fasce, i tipici terrazzamenti dei terreni
impervi per renderli coltivabili. Anche se oggi sicuramente meno frequenti,
sono ancora un'evidente nota di distinzione del paesaggio ligure. Il clima
è sicuramente mite, con una piovosità solitamente concentrata nella stagione
autunnale. Il vento, che spesso determina anche rapidi cambiamenti meteorologici,
soffia frequentemente, con diversa intensità a seconda delle stagioni.
Salendo di altitudine, nell'entroterra, la mitezza del clima lascia spazio
via via a temperature più rigide, soprattutto in inverno, e la neve non
è più un'eccezione. La parte più occidentale del territorio ligure, dalla
Riviera dei Fiori alle Alpi, incisa dalle
valli e percorsa da antiche vie della transumanza e del commercio, è costellata
da santuari alpestri sorti per erigere barriere contro la diffusione dell'eresia
valdese affermatasi nel vicino Piemonte. Si parte da San Remo,celeberrima
stazione climatica e centro tra i più attivi in italia per la floricoltura.
Il Santuario della Madonna della Costa, nel quartiere della Pigna, ricorda
l'affrancamento della città dalla dominazione dei Doria, nel 1361, simboleggiata
dalle catene portate un tempo in processione. L'attuale edificio, con
facciata bianca e due campanili a cipolla, è del seicento. All'estremità
di capo Verde, due chilometri fuori da San Remo, Nostra
Signora della Guardia (XVII secolo) conserva una statua marmorea
della Madonna con il Bambino, chiamata anche Stella
Maris e invocata come protettrice dei naviganti. A Riva
Ligure nostra Signora del buon Consiglio, già intitolata a San
Maurizio, ha impianto gotico e custodisce il trittico ligneo della Vergine
tra i Santi Maurizio e Giovanni ( XVI-XVII). Con una deviazione si sale
a Castellaro, borgo fortificato, e al santuario
di Nostra Signora di Lampedusa, in posizione dominante sulla bassa valle
Argentina. Vi si venera un'immagine miracolosa della Madonna con
il Bambino e Santa Caterina di Alessandria, che secondo la tradizione
fu portata dall'isola di Lampedusa da Andrea Anfosso, un uomo di Castellano
sfuggito alla prigionia dei Turchi nel 1602.
Ci s'inoltra nella valle Argentina tra borghi medievali e santuari agresti,
come la Madonna della Neve a Badalucco, la
Madonna dell'Acquasanta presso una fonte
a due chilometri da Montalto Ligure. Alle
pendici del monte Ceppo, a 1240 mt d'altitudine,
San Giovanni dei Prati era un tempo al centro
di una festosa tradizione: il 24 giugno i membri delle confraternite del
paese di Triora, che si trova davanti al
Santuario, ma al di là della valle, risalivano il Ceppo recando in processione
la statua di Giovanni, detto " u
Petitu" ( il piccolo). Presso la chiesa trovavano ad attenderli
i pellegrini provenienti da Molini e da altri paesi; dopo la "novena"
( nove giri intorno alla chiesa recitando il Rosario) e le funzioni sacre,
i festeggiamenti duravano fino a sera. Il borgo medievale di Triora, che
nel cinquecento fu teatro di un sanguinoso processo di stregoneria, si
segnala per il suo museo della Civiltà Contadina e soprattutto per la
sua complessa struttura, con notevoli esempi di architettura rustica.
Ai bordi del paese e a picco di un orrido, il piccolo Santuario di nostra
Signora di Loreto richiama un altro brano di storia: è noto infatti anche
come Nostra Signora delle Salina, perché
vi si davano convegno i contrabbandieri del sale, sulla via per il Piemonte.
Oltre la colla di Langan ci si dirige a Pigna, nella val Nervia , dove
il Santuario di Nostra Signora di Passoscio è legato alla miracolosa apparizione
di un immagine dell'Annunciazione. Come Pigna,
anche i centri di Baiardo, di Apricale
e di Perinaldo s'impongono per il loro carattere
spiccatamente medievale. Perinaldo, in particolare, è il paese natale
del grande astronomo e geografo Gian Domenico Cassini (1625-1712): e proprio
su indicazione di Cassini il santuario di Nostra Signora della Visitazione,
su un poggio fuori dal paese, fu orientato sulla linea del "meridiano
ligure". La chiesa era detta anche Madonna del Poggio dei Re perché
i condannati per reati comuni dovevano fare il "periplo penitenti". Scendendo
fra vigneti e coltivazioni di fiori, si visitano ancora piccoli santuari
agresti. Chi volesse concedersi un momento di frivolezza, a Vallecrosia
può soffermarsi nell'originale Museo della Canzone, sistemato in vecchi
vagoni ferroviari. Si giunge a Ventimiglia, in una zona importante sia
per le testimonianze della preistoria ( la caverna
dei Balzi rossi), sia per le vestigia romane ( area archeologica
di Albintimilium) e medievali (battistero e cattedrale romanici, chiesa
di San Michele). Nella rocca alle spalle del centro storico, è scavata
la grotta che dal 1520 ospita il santuario di Nostra Signora delle Virtù,
che gran parte ha avuto, almeno in passato, nella devozione popolare.
A Mortola Inferiore i lussureggianti giardini
di Villa Hanbury sono una delle meraviglie
della Riviera di Ponente; a Mortola Superiore il santuario di Nostra
Signora dell'Aria Aperta è una cappella del settecento, alla quale
è stato unito nell'ottocento un nuovo edificio con lapidi e figure policrome
in facciata. Si rientra a San Remo percorrendo l'Aurelia. A conclusione
dell'itinerario merita una visita Ceriana, considerevole borgo d'impianto
medievale ad una decina di chilometri dalla costa, nella valle Armea.
Vi spicca la chiesa romanica del Santo Spirito (XII secolo). Sulla strada
per Baiardo si trova il santuario di Nostra Signora
della Villa, di cui si ha notizia fin dal duecento: la chiesa attuale,
con preziose decorazioni a stucco, è del seicento. |
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