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LA
ROCCA MEDIOEVALE DI CARMIGNANO
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Visita
all'antica Rocca medievale di Carmignano: quello che oggi ne resta è in
pratica il solo ultimo cerchio di mura. Suggestivo spazio che sovrasta
ancora oggi il capoluogo e domina dall'alto l'intera piana tra Firenze
e Pistoia. Nelle giornate di bel tempo, sgombre
da foschia, si domina un paesaggio davvero invidiabile. In passato costituiva
infatti una sentinella avanzata verso gli sbocchi sull'Appennino
e l'Italia settentrionale. Ma nel corso degli anni è diventato un po'
anche il simbolo di un intero paese: soprattutto la sua
torre campanaria, più nota come "Campano",
il cui suono fino a pochi decenni fa, quando le campagne erano ancora
silenti, si spandeva fino alla periferia di Prato
e scandiva in tutta la piana, con i suoi rintocchi, il lavoro dei contadini.
Da maggio del 1998 la Rocca di Carmignano è stata interamente riaperta
al pubblico (anche se solo il mercoledì, giovedì, sabato e domenica pomeriggio:
d'estate dalle 15 alle 19, in autunno ed inverno dalle 14 alle 17). La
storia della Rocca inizia nel 1125, quando i Pistoiesi, continuamente
in lotta con i Fiorentini, riuscirono a riconquistarla dopo che già era
stata tolta dai rivali ad Ildebrando, vescovo di Pistoia. Dal 1125 al
1138 la Rocca fu così fortificata e rinforzata con l'invio di numerose
truppe, al fine di raddoppiare la guardia e scoraggiare i Fiorentini da
ogni velleità di riconquista. Ma anche ai pratesi faceva gola questo castello
e nel 1154, con l'aiuto di bande della città gigliata, tentarono un colpo
di mano che fallì miseramente, in quanto i castellani, uniti all'esercito
pistoiese comandato da messer Nesi Ricciardi,
catturarono tutti gli aggressori chiudendoli nelle celle della Rocca.
Nel 1325 Pistoia cadde sotto la tirannia di Filippo Tedici e i carmignanesi,
mal sopportando il suo operato, decisero in quello stesso anno di assoggettarsi
alla signoria di Firenze. I pistoiesi, dopo mesi di assedi, reagirono
conquistando una delle fortezze che gli Strozzi
avevano fatto costruire nei pressi di Carmignano. Gli sconfitti inviarono
ambasciatori per trattare la resa a Castruccio Castracani,
ex capitano di ventura e signore di Lucca, alleato e suocero del Tedici.
Ma questi li uccise tutti assieme ai soldati che si trovavano nella fortezza.
Castruccio Castracani invece che distruggere la Rocca, come era sua abitudine
dopo ogni conquista, decise di fortificarla ulteriormente. Dopo pochi
anni, nel 1343, il comune di Carmignano tornò a far parte della Repubblica
di Firenze: stavolta per sempre. Nella Rocca si trovava anche la sede
della podesteria ed il palazzo pretorio, già restaurato una prima volta
nel 1621 assieme al "Campano" (detto allora "Campanaccio") ed oggi completamente
scomparso. Nel 1820 comune e signori Cremoncini
entrano in lite per il controllo del bastione e dei terreni circostanti:
la famiglia, grazie ad appoggi in alto loco, ne ottenne per una trentina
di anni la proprietà, che ai primi del '900 passò ai fratelli
Petroni. Nel 1933 divenne proprietario il Commendator Umberto
Bigagli. Nel 1990, infine, la Rocca fu acquistata dal comune di
Carmignano, dopo che già l'aveva avuta in uso per alcuni anni. |
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