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A Tavola con GUSTO
   

I FUNGHI e le CASTAGNE
I funghi sono dei vegetali la cui parte commestibile e costituita dal frutto del micelio, che si diffonde nel terreno anche per vari metri. La forma e la struttura dei funghi variano secondo le specie. I funghi commestibili sono costituiti di solito da un "cappello" e da un "gambo ". Poche sono le varietà di funghi che si possono coltivare e che quindi compaiono sul mercato durante I'anno. I più apprezzati sono comunque i funghi che nascono spontaneamente, i quali vegetano in periodi variabili in base alla località e al clima. La stagione dei funghi inizia generalmente in aprile e termina a novembre, con il clima più rigido. Tuttavia, la stagione migliore per raccogliere i funghi è l'autunno, quando, grazie alle pioggie abbondanti e la temperatura più fresca, riescono a crescere con più facilità. Oggi giorno si vedono sempre piu persone effettuare raccolte dissennate e vandaliche che costituiscono un gravissimo insulto agli equilibri naturali. Persone che distruggono piantine del sottobosco, che scavano crateri nel terreno con zappini, che disseminano nel bosco qualsiasi rifiuto senza curarsi dell inquinamento, solo per fare un esempio di alcuni dei molteplici danni che persone inesperte, distratte e maleducate provocano alla natura ogni qualvolta vanno in cerca di funghi.

Il castagno o Castanea appartiene alla famiglia delle Fagaceae che comprende anche i generi Quercus e Fagus. Il castagno è una pianta molto
diffusa in Garfagnana, Lunigiana ed in tutte le zone boschive circostanti. Nel passato, le castagne avevano una grande importanza in quanto sono state sempre considerate una vera e propria ricchezza. Una volta il patrimonio di una famiglia si misurava in base alle selve di castagni da frutto che possedevano. Avere un appezzamento di terreno con castagni voleva dire avere legna per tutto l'anno e soprattutto avere materiale per costruire le proprie abitazioni. Nell'alimentazione la castagna ha avuto sempre un ruolo fondamentale in quanto è stata nutrimento per molte generazioni. Nelle stagioni più difficili la castagna è stata la pietanza primaria sfamando coloro che, a causa della povertà, erano allo stremo delle forze. Ha aiutato molti ragazzi a crescere e ha dato loro l'energia per poter sopravvivere. In questi ultimi periodi la coltivazione e la raccolta delle castagne è sempre andata diminuendo in quanto sempre meno sono gli agricoltori che si impegnano in tale attività. La ragione di questo degrado può essere principalmente imputata alla troppa cura che il castagno richiede in rapporto alla scarsa resa del suo frutto. Molto utilizzata ancora oggi è la farina di castagno che viene impiegata nelle ricette tipiche di queste zone per la preparazione sia di primi piatti che di particolari dolci.

Il CACIUCCO alla Livornese
Famoso in tutto il mondo, conosciuto in ogni angolo d'Italia, il Caciucco alla Livornese è il piatto che identifica più di ogni altro la cucina labronica. Nato sui banchi delle "Galere" come nutrimento per i vogatori alla catena o, come riferisce Paolo Zalum, per mano del custode del Fanale nel periodo in cui sulla costa, a causa delle "febbri di Livorno ", non ci voleva stare nessuno, oppure derivato da una zuppa dei Fenici e diffuso dai pescatori mediterranei, il Caciucco livornese con il passare del tempo è andato sempre più semplificandosi. Sono diminuiti i pesci che vi fanno parte, ma in compenso, più selezionati a livello qualitativo. Oggi gli ingredienti che compongono il Caciucco sono costituiti da: seppie nostrali, polpi di scoglio, palombo fresco, pesce da zuppa ( gallinelle, cappone, scorfano ), frutti di maremisti ( datteri, vongole ), gamberoni, gamberi, scampi, cicale, vino bianco, concentrato di pomodoro, olio, aglio, salvia, peperoncino, pane tostato e arrostito, pepato ed agliato.

Testaroli, Sgabei e Panigacci
La tradizione culinaria della provincia di Massa Carrara, e quindi anche della Lunigiana, è caratterizzata da una cucina legata ai prodotti di terra e alla elaborazione di cibi in linea con l'attività agricola e lavorativa che veniva svolta in passato in queste zone.
In Lunigiana specialmente, nei piccoli ma caratteristici ristoranti che si trovano in tutti i paesi, da Motrone, Pontremoli, Bagnone e Aulla, si possono gustare i "Testaroli", una specie di piadine ottenute dalla lavorazione di pasta di grano cotta al forno e successivamente lessata in acqua. I testaroli vengono serviti con condimenti che vanno da quello tradizionale al pesto, a funghi e sughi di carne.
Anche "Sgabei", strisce di pasta fritta, e "Panigacci", una specie di focacce composte da acqua e farina cotte in terrine di coccio sovrapposte l'una sull'altra su forni a legna fanno la loro parte circa i piatti di richiamo di queste zone.

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