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A Tavola con GUSTO
   

I FAGIOLI
A Firenze e in gran parte della Toscana si usano i fagioli cannellini, chiamati anche "fagioli bianchi di Firenze". Molte ricette li richiedono lessati: in questo caso mettili in abbondante acqua insieme a degli spicchi d'aglio interi, foglie di salvia, olio, sale e pepe; se usi fagioli secchi devi lasciarli bollire a fuoco molto lento per circa 2 ore, se invece sono freschi impiegano meno tempo, e poi lasciali intiepidire nel liquido di cottura.

I CARCIOFI
Sono infiorescenze, di cui si consumano la base e le parti carnose delle foglie, dette brattee. Le varietà di carciofi si differenziano per il colore, verde o violetto, e per la presenza o meno di spine. Tra le varietà con spine ci sono il Sardo, il Violetto di Palermo, lo Spinoso di Liguria. Senza spine sono il Romanesco e il Violetto di Toscana. Le brattee del carciofo devono essere lucide, color verde brillante o con una sfumatura violacea. Si conservano anche tre giorni, con il gambo immerso in un vaso d'acqua o in frigorifero una settimana avvolti in un panno umido.

IL CAVOLO NERO
Il Cavolo nero chiamato anche cavolo toscano o cavolo a penna per la forma caratteristica, è costituito da lunghe foglie arricciate, di colore verde molto scuro inserite su un fusto eretto. A differenza degli altri cavoli, non forma la tipica testa di foglie o fiori e viene utilizzato soprattutto per zuppe e minestre. Le foglie devono essere dritte, di colore brillante e consistenza croccante senza parti ingiallite. Si conserva anche una settimana chiuso in un sacchetto di carta.

IL LAMPREDOTTO
E' la parte più scura della trippa, che corrisponde all'abomaso dei ruminanti. Viene utilizzato per preparare minestre e risotti, ma a Firenze si preferisce gustarlo semplicemente con un panino.

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