MASSA CARRARA e provincia
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ITINERARI

CHIESA DELLA MADONNA DEL MONTE
Secolo XVI
La chiesa della madonna del monte fu costruita ai piedi dell'ultima delle dolci colline che degradano verso la piana di massa, lungo l'antico percorso che attraversava la città sull'asse est-ovest. Essa risale agli ultimi decenni del cinquecento e deve la sua fondazione al diretto desiderio del principe Alberico I Cybo-Malaspina. Nel 1592 l'edificio era già ultimato, e venne affidato all'ordine degli agostiniani. Si tratta di un tempio ad unica navata, sopra cui si aprono le cappelle laterali; complessivamente quattro, due delle quali determinano la forma del transetto. Gli altari diventano così cinque, incluso quello principale. La cappella absidale supera decisamente nelle dimensioni quelle laterali; mentre le decorazioni a stucco del catino assai rimaneggiate non permettono una lettura storica attendibile. L'altare maggiore è arricchito da una interessante coppia statuaria in marmo bianco comprendente una "Vergine col bambino" ed un "S:Antonio col bambino" di probabile datazione settecentesca e buona fattura riconducibile alle botteghe Apuane del secolo. Un tempo esso comprendeva anche un affresco riguardante la "Madonna del monte", adesso collocato nel retroaltare contro la parete dell'abside. Una "Vergine in trono" la cui stesura originale appartiene ad un epoca ben più antica della chiesa, che da esso trasse il nome. Il primo altare sulla destra comprende una grande pala scultorea in marmo bianco aprano: un alto rilievo con "S.Antonio di fronte all'eucarestia" sottoposto ad una ridonante volumetria di nubi ed angeli; è opera di Baldassarre Casoni, scultore settecentesco della scuola carrarese. Settecentesca è anche la tela con "S.Nicola da Tolentino" collocata nell'altare della seconda cappella. Da segnalare in ultimo l'eccelente acquasantiera da accostarsi a quella della chiesa della Misericordia e riportante alla base la medesima sigla epigrafica: PIETATIS-CARRARIAE-FRATERNITAS.
DUOMO
Secolo XVI-XX
Le vicende edificatorie dell'attuale duomo di massa sono complesse e secolari,avendo visto il sovrapporsi di vari momenti progettuali. In origine probabilmente il sito era occupato dalla chiesa di S.Francesco, strettamente legata all'omonimo convento; in seguito venne inglobata dall'ampliarsi dell'edificio religioso che nel XVI secolo ha già una certa importanza, ricchezza nell'arredo architettonico, ed una facciata marmorea pregevole e porticata. A questo periodo è riconducibile il portale lunettato posto alla sinistra della facciata, e scolpito con una Vergine col Bambino ed i Santi Francesco e Giovanni Battista. Il secolo seguente vide la realizzazione sulla destra dell'attuale navata dell'Oratorio delle Stimmate; un'interessante struttura architettonica che presenta tra l'altro una interessante tribuna sorretta da un classicheggiante colonnato. All'interno una pregevolissima fonte battesimale del XV secolo della grande bottega dei Riccomanni a struttura ottagonale e preziosa lavorazione decorativa, proveniente dall'abbattuta cattedrale di S.Pietro; ed un'ottima scultura settecentesca di pieno gusto post berniniano raffigurante S.Michele arcangelo, opera in bellissimo statuario aprano dello scultore carrarese L.Grossi. Il seicento vede anche l'intervento degli architetti di corte Bergamini i quali devono quasi ricostruire l'edificio dopo notevoli crolli. La signoria è direttamente coinvolta nei nuovi lavori grazie all'interesse di Mons:Lorenzo Cybo, e poi del cardinale Alderano e del duca Alberico II. Il progetto generale della chiesa elabora una soluzione ad una sola navata e tre altari laterali, viene poi realizzata una cripta destinata ad accogliere le sepolture dei maggiori membri della signoria. Non apparteneva alla chiesa originariamente il pregevolissimo altare marmoreo con la "Madonna del Rosario" oggi collocato sul lato destro del presbitero, proveniente dall'antico S.Pietro; un imponente altorilievo opera della bottega carrarese dei Lazzoni, del 1697.
CASTELLO MALASPINA-CYBO
Il Palazzotto signorile
Secolo XV-XVI
I lati di oriente e meridionale del cortile rinascimentale del castello sono delimitati dalle facciate del palazzo rinascimentale. Esse furono costruite in due diversi momenti; la più antica è quella a sud, ed è riconducibile attorno agli ultimi decenni del XV secolo. Ossia al tempo in cui Alberico Malaspina signore di Massa, prese in sposa Beatrice D'Este della prestigiosa corte Ferrarese. E forse ferrarese è l'ideatore di questa pregevolissima architettura di rigoroso linguaggio quattrocentista che affida alla preziosità del marmo locale il maggiore ed abbondantemente dispiegato elemento di ricchezza compositiva. Di bianco statuario sono infatti i portali, le grandi cornici delle finestre, la possente cordonatura marcapiano, i recenti intagli ornamentali ed araldici, le mesolature ed i sottogronda. Va invece ricondotta ai primi decenni del secolo seguente, quando venne innalzata la facciata orientale, la ricca decorazione geometrica che ricopre questo lato sud quasi completamente con il tema tradizionale della stella ad otto punte alternata alla croce greca, assai diffuso in occidente ma di probabile matrice orientale. Più eclettico ma altrettanto valido appare lo stile compositivo della facciata cinquecentesca, che ripete alcuni elementi della precedente e si sovrappone ad essa nell'angolo di innesto. Costruita nei primi decenni del XVI secolo essa presenta un elegante ma robusto porticato al piano terra che ingloba alcuni portali marmorei che immettono nei vari ambienti interni. Notevoli le colonne monolitiche di appoggio. Il piano superiore è caratterizzato da cinque splendide finestre a luce centinata con bei capitelli incisi a vari motivi del comune repertorio decorativo rinascimentale. Superiormente la facciata è conclusa da un'ampia soggetta che percorre tutto il fronte del prospetto; costruita con agili colonnine binate che presentano sia basi a toro circolare, sia con foglia angolare, in un linguaggio medievalista molto suggestivo. La decorazione pittorica presenta una fascia ornamentale a fondo rosso con figure "grottesche" che ripetono quelle presenti all'interno; mentre il fronte della soggetta è affrescato con scudi araldici e negli infradossi delle arcate alcune figurine di Eros che ribadiscono il carattere "cortese" dell'architettura.
PORTALE DELL'EX POMARIO DUCALE
Appena fuori dall'antica cinta delle mura cybee, nella direzione che volge verso il vetusto "Borgo del Ponte", e poi alla strada che porta ai territori di Carrara, sopravvive ormai immerso nella città nuova uno splendido portale marmoreo rinascimentale. Esso è quanto resta degli ameni orti e giardini ducali che a partire dal XVI secolo furono il vanto della signoria di Massa. Si tratta di un manufatto totalmente di marmo bianco e per questo non comune nella produzione architettonica del tempo. Il disegno è dominato da un equilibrio compositivo assolutamente "razionale", privo di ogni cedimento ornatistico. Le memorie storiche relative al prezioso portale ricordano due epigrafi -oggi abrase- poste in due diversi momenti costruttivi a definire il contesto culturale in cui esso viene impiegato. Sul piedistallo di destra sopravvivono le cifre finali latine: XII. Nel secolo seguente il principe Carlo I fece porre una seconda epigrafe, relativa agli ingrandimenti da lui apportati ai giardini:" Calocus Ps Cybo - Malaspina Princeps - auctu exinde maiori - maiora Tempe ingessit - MCLV". Una data ancora rintracciabile sul piedistallo di destra.
PIAZZA DEGLI ARANCI
Secolo XVIII-XIX
La piazza fu voluta da Elisa Baiocchi quale ampio spazio aperto sulla facciata monumentale del Palazzo Ducale, non esitando per questo ad abbattere l'antica Pieve di S.Pietro, nel 1808. Con l'unità d'Italia la piazza si arricchì dell'obelisco centrale, mentre nel 1886 furono alloggiati i grandi leoni in marmo realizzati da Lodovico Isola su bozzetto del padre Giovanni, ornatista di statura internazionale. Il Lato orientale della piazza è ancora totalmente occupato dal prospetto della residenza signorile. Ultimato da Alessandro Bergamini, probabilmente nei primissimi anni del XVIII secolo, esso è caratterizzato dal riavvicinamento dei due ordini principali e dal giustapposto assai elegante distanziarsi del ridotto ordine superiore di chiusura. Le finestre del piano terra presentano il tema della grande conchiglia adagiata sugli architravi; al piano nobile ritroviamo invece la collocazione di busti in stucco di personaggi celebri e balconcini marmorei. Complessivamente possiamo dire di un linguaggio barocco assai contenuto ed equilibrato.
VILLA RINCHIOSTRA
Secolo XVII-XVIII
Sorse come residenza sub-urbana della signoria Cybea, nella vasta piana in direzione della marina ed ebbe nei secoli una funzione di edificio connesso alle attività di "villa"; quali la caccia, l'allevamento e la gestione delle scuderie ducali, oltre all'utilizzo agricolo. L'edificio attuale venne probabilmente innalzato tra i secoli XVII-XVIII per espressa volontà della duchessa Teresa Pamphili, giunta dalla nobile famiglia romana in sposa del duca Carlo II. Nel settecento fu tra le dimore preferite del duca Alderano, al quale si deve un'intensa e ricca attività di abbellimento e valorizzazione dell'edificio e del parco circostante. Fortunatamente si salvò l'edificio principale il quale mantiene tutt'oggi i caratteri originali, costituiti da una struttura generale rettangolare a due piani, cui fanno da ampio e variegato corollario di volumi, un terzo piano solo centrale, ampie terrazze laterali, due agili torette e due alette-semi-ottagonali ribassate ad un solo piano, sporgenti ai lati e rifilate sul prospetto secondario. La facciata principale in direzione est presenta al piano terra tre arcate di ingresso da cui si dipartono due scalinate giustapposte che salgono interamente al vasto loggiato che superiormente percorre tutto il fronte dell'edificio e adagiato sopra una bella balconatura marmorea conferisce un tono assai leggiadro alla costruzione. Le colonne anch'esse in marmo bianco e di ordine dorico-tuscanio mostrano la medesima qualità e misura, riflessa anche negli snelli piedistalli, del loggiato di Palazzo Ducale. La funzione di questa soluzione architettonica si affianca a quella delle balconate sovrastanti nel proporre panoramiche di belvedere che spesso giungono sino alle pendici e alle vette delle Alpi Apuane, mentre nella direzione opposta avvistano le alte propaggini del mar Tirreno. Attualmente la villa della "Rinchiostra" ed il suo grande parco che venne ridisegnato nel secolo scorso, sono proprietà comunali aperte al pubblico e sedi di manifestazioni culturali.

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