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Storia
e tradizioni del comprensorio:
LICCIANA NARDI
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Il
territorio del Comune si estende per
55.96 Kmq fra il crinale appenninico fino al fiume Magra. Comprende
anche una zona pianeggiante nella valle del Taverone, dove è situato
il capoluogo. La prima notizia di Licciana
è del 1255 e si trova nell'Archivio Capitolare di Sarzana, ove nei
registri delle decime viene registrato il nome di "Lizana vel Sancte
Valeriani". San Valeriano si riferisce alla primitiva chiesa del
paese; Lizana invece è un toponimo di origine romano. (da " Lucius"
o "Elicius"). Castello sotto la signoria dei marchesi Malaspina
di Villafranca, nel 1481 Licciana fu data in eredità ad uno dei
cinque figli del marchese Giovanni Spinetta. Nel 1535 divenne feudo
autonomo con Jacopo I (1535/1573), seguirono Alfonso (1573/1608),
Ferdinando (1609/ 1611), Obizzo I (1611/1641), Jacopo II (1641/1649),
Obizzo II (1649/1693), Jacopo III (1693/1741), Cornelio (1741/1778),
Ignazio (1778/1794). L'ultima marchesa fu Amadea (1794/1797) che
sposò Massimiliano di Montecuccoli. L'invasione francese del 1797
pose fine al dominio feudale. Dopo l'età napoleonica, passò sotto
il dominio degli Estensi di Modena che la tennero fino all'Unità
d'Italia. Tra i figli illustri di Licciana si devono ricordare il
geologo Igino Cocchi (1827/1913), il sindacalista Alceste De Ambris
(1874/1934) e soprattutto il patriota Ancarsi Nardi(1800/1844) che
ha dato il proprio cognome al comune. Nel passato l'economia di
Licciana si basava sullo sfruttamento dei boschi di castagne e su
un'agricoltura povera. Segale, pochi altri cereali, vite, olivo
e gelso; scarso era l'allevamento ovino.
DA VISITARE:
Oggi l'agricoltura, in decadenza, è praticata nei settori della
viticoltura, della cerealicoltura e nella produzione di foraggi,
finalizzata all'allevamento bovino edequino. Nel comparto industriale
un terzo degli addetti trova impiego presso le imprese di costruzione:
meccaniche, della carpenteria metallica, della lavorazione dei marmi
e graniti, vetroresina, legno, metalli. Una parte della manodopera
industriale è anche impiegata negli stabilimenti di La
Spezia. Nel censimento del 1991 la popolazione del comune
ammontava a 4.418 unità con una densità pari a 79 abitanti per Kmq.
STEMMA Fondo azzurro diviso da una fascia d'oro: in alto sono raffigurate
3 stelle d'oro a sei raggi; in basso un luna crescente d'oro. Le
stelle simboleggiano i primitivi nuclei ( Licciana, Panicale, Monti);
la luna fa riferimento al ruolo esercitato sul territorio dall'antica
città di Luni. |
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