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Storia
e tradizioni del comprensorio:POGGIO
A CAIANO
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Il
paese è dominato dalla Villa ma al suo esterno possiede altre memorie
architettoniche di valore. Le principali sono le chiese di Santa
Cristina in Pilli e di Bonistallo,
il Cerreto e il parco del Barco,
tutte situate al di fuori del centro del paese. In particolare si
segnalano il settecentesco edificio dove ha sede il palazzo comunale,
quasi alla sommità del poggio; la fontana detta del Mascherone
, dove sorge il muro di sostegno del giardino della Villa, all'inizio
della salita. In Piazza SS. Rosario
si trova la chiesa omonima, sorta tra la fine dell'800 e i primi
del '900 su iniziativa di un apposito comitato, che chiedeva il
trasferimento della sede parrocchiale dalla troppo decentrata chiesa
di Santa Maria a Bonistallo. Così nel 1889, nel luogo detto " Il
paretaio" fu posta la prima pietra per la costruzione della
nuova chiesa parrocchiale, consacrata nel 1903, priva però di facciata
e campanile. L'attuale campanile, eseguito su disegno di Ardengo
Soffici, fu inaugurato nel 1938. La sua sagoma snella ed
elegante costituisce insieme alla Villa
e a Bonistallo uno degli elementi caratterizzanti
il panorama di Poggio a Caiano. All'interno della chiesa stessa
si trova, proveniente da Santa Maria
a Bonistallo, un dipinto eseguito intorno
al 1606, l'incoronazione della Vergine, attribuito ad Alessandro
Allori e restaurato nel 1992. Sul lato nord sorge la casa
-madre dell'Istituto delle Suore Minime del Sacro Cuore, congregazione
fondata da Suor Margherita Caiani agli
inizi del '900. Dal poggio che da il nome al paese si gode una splendida
vista sulla piana dell'Ombrone e del Bisenzio, sulle città di Prato
e di Firenze e sulla pianura che conduce a Pistoia e al suo Appennino.
Non fu a caso che proprio su questo poggio
Lorenzo dè Medici decidesse di far edificare la sua villa,
elemento dominante del paese, fino a spingere all'identificazione
di questo con quella.
VILLA MEDICEA
La Villa Medicea di Poggio a Caiano è il primo esempio di architettura
rinascimentale che fonde la lezione dei classici con elementi caratteristici
dell'architettura signorile rurale toscana. Evidente la lezione
dell'Alberti, a partire dalla scelta
del luogo su cui la Villa sorge, fino a giungere alla simmetria
e all'armonia delle proporzioni. L'introduzione di una
basis villae ( la piattaforma sorretta da archi su cui posa
l'edificio) rimanda invece a modelli classici come il tempio di
Giove Axur a Terracina. Giuliano
da Sangallo che la concepì e seppe fondere sapientemente
tali elementi, gettando le basi per una nuova architettura in cui
la lezione dei classici viene vivificata dall'apporto di elementi
innovativi, senza restare sterile imitazione o riproduzione di modelli
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