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PRATO
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La Provincia di Prato si estende nella parte nord-orientale della
Toscana per una superficie di circa 365 Kmq ed è composta da 7 comuni:
Prato, Carmignano,
Cantagallo, Montemurlo,
Poggio a Caiano, Vaiano
e Vernio. Una terra varia quella della
Provincia di Prato che dalle alte montagne della Val
di Bisenzio si estende fino alla vasta pianura incorniciata
dalle colline del Montalbano. Una Provincia
profondamente attaccata alle proprie radici e caratterizzata da
una stretta unione tra storia, arte e paesaggio. Il fiume Bisenzio,
razionalmente utilizzato fin dall'alto medioevo per mezzo delle
"gore" (circa 50 Km di canali) e di una complessa struttura di distribuzione
delle acque (il "Cavalciotto"), per
la sua particolare pendenza naturale permise l'installazione di
un ampio sistema di mulini. Attorno alle gore si sviluppò "l'industria
medievale" tessile e molitoria e successivamente della produzione
della lana. La campagna attorno a Prato è un contesto veramente
sui generis con rapporti stretti e molteplici con la città. La presenza
sul piccolo territorio, nel XVIII secolo, di più di cento mulini
ad acqua, di una complessa struttura idraulica e di un contesto
mercantile imprenditoriale favoriscono un particolare background
alla città, che nel XIX secolo farà scaturire la risposta alla sfida
dello sviluppo industriale. Le strutture produttive, costruite dalla
seconda metà dell'800 agli anni immediatamente precedenti la seconda
guerra mondiale, che già in parte sono state distrutte e che rischiano
di scomparire definitivamente, sono una testimonianza della nascita
e dell'evoluzione dell'industria a Prato. Dagli anni Sessanta si
assiste ad un sostanziale rinnovamento dei macchinari e delle tecnologie
e l'impiego di materie prime si indirizza su materiali qualitativamente
superiori. Parallelamente nel Distretto Tessile
Pratese si verifica una consistente diversificazione produttiva
verso articoli di alta qualità che prevedono l'impiego di fibre
pregiate (lane vergini,
cachemire, seta,
lino, cotone,
viscosa, microfibre,
ecc.). Nel campo della maglieria Prato ha ormai conquistato una
posizione leader a livello mondiale: da diversi anni i prodotti
tessili pratesi vengono scelti dai grandi stilisti del "Made in
Italy". L'immagine di questa città non è certo da ricondurre alle
suggestive ipotesi della "città industriale" di tanta letteratura
dei primi anni di questo secolo, in cui la fabbrica rappresentava
l'edificio collettivo per eccellenza e regolava la crescita urbana,
diventando occasione per utopie architettoniche suggestive ma anche
il tema centrale delle speranze e della retorica di un'epoca. Lo
sviluppo urbano di Prato, al contrario, fu caratterizzato dall'inserimento
spontaneo e incontrollato dei primi insediamenti produttivi dell'Ottocento,
che modificarono la struttura secolare del borgo senza che esso
assumesse una vera identità urbana. Il "sistema" delle fabbriche
pratesi, soprattutto quello storico entro le mura, rappresenta la
testimonianza di quello che è stato lo sviluppo alternativo all'economia
agricola e artigiana. In quel "sistema" la collettività può riconoscere
le tappe delle trasformazioni, di cui le vecchie fabbriche sono
i monumenti che, rivitalizzati con contenuti nuovi, possono porsi
come moderni nuclei di una nuova forma urbana. |
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