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PRODOTTI TIPICI
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Come tutta la cucina toscana, anche quella
pratese è sobria, essenziale e gustosa! Molte preparazioni sono
una sapiente rielaborazione della cucina povera, retaggio di tempi
in fondo non molto lontani in cui non ci si poteva permettere di
sprecare niente. L'emblema classico del "piatto
povero" toscano s'identifica con l'uso ingegnoso del pane
raffermo. Non mancano però le raffinatezze: non per nulla
i Medici con la loro corte - che trascorsero
nei comuni di Carmignano e Poggio
a Caiano
anni di felice residenza - hanno lasciato il gusto per i piatti
più elaborati… Il piatto tipico per eccellenza è il sedano alla
pratese, preparato con le costole più tenere dell'ortaggio scottate
in acqua, farcite con un impasto di norma composto da fegatini di
pollo, polpa di vitello, tuorli d'uovo e spezie, fritte in abbondante
olio ed infine affogate in un sugo di carne o pomodoro. Semplici
e gustosi sono anche la classica pasta e fagioli, la farinata con
il cavolo nero,
i tortelli di patate, il coniglio rifatto,
la minestra di pane e la ribollita,
a base di carote, cavolo nero, fagioli, pane raffermo ed aromi vari.
Legata alla tradizione è anche la lavorazione delle carni di maiale,
tanto che già nel '500 le salcicce
di Prato erano il piatto tradizionale della Fiera. Con i ritagli
dell'animale appena macellato - guancia, animelle, interiora - si
prepara il tipico tegamaccio, stufato
di maiale insaporito col sangue della macellazione. Tra gli insaccati
ricordiamo la finocchiona (salame preparato
con carne suina macinata grossa a cui si aggiungono pezzetti di
grasso e semi di finocchio), la capocchia
(tipica mortadella di Prato), ed i gustosi prosciutti che ben accompagnano
il pane senza sale di tradizione toscana ma particolarmente fragrante
a Prato. Con il pane si preparano i crostini con i fegatini, le
ficattole (pasta di pane tagliata a losanghe e fritta) ed innumerevoli
zuppe, dalla fresca panzanella, alla pappa al pomodoro, alle fette
di pane con il cavolo nero, ma anche dolci come il succulento pan
d'uva, semplice pasta di pane arricchita di uva nera. Ogni pasto
che si rispetti termina con i biscottini di Prato (preparati con
farina di grano, acqua, uova e mandorle dolci) inzuppati nel vinsanto.
Meno noti ma altrettanto ghiotti sono i brutti - buoni (dolcetti
alla pasta di mandorle), la torta mantovana, gli zuccherini di Vernio,
gli amaretti di Carmignano, ed il rustico
castagnaccio preparato con la farina di castagne. Non c'è bisogno
di ricordare che, entro i confini del vasto territorio, oltre ad
un ottimo olio extra vergine d'oliva, si ricavano vini di ottima
reputazione. I più noti sono: il Carmignano
DOCG, il Ruspo, il Pinot
Nero ed il Vinsanto. nel 1827
e portato a termine nel 1830, si presenta all'esterno di forma semicircolare,
secondo una soluzione originale nel panorama architettonico del
periodo, di modo che l'elegante sala interna, a ferro di cavallo
con tre file di palchi, trovi una corrispondenza nella facciata
esterna. Donato al Comune nel 1939 e restaurato tra il '56 e il
'64 è divenuto negli anni successivi uno tra i più importanti teatri
di prosa in Italia, grazie alla sua ricca programmazione. |
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