PRATO e provincia
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ITINERARI

ITINERARI DA VEDERE
Itinerario Neoclassico
Collegio Cicognini
Superata l'elegante chiesa neoclassica di San Pier Forelli del 1840 circa, sulla Piazza del Collegio, si innalza, imponente e solenne la mole del Collegio Cicognini, con severa facciata settecentesca. Di nobili tradizioni culturali il Collegio ebbe fra i sui più illustri allievi Bettino Ricasoli, Gabriele D'Annunzio, Curzio Malaparte. Tra gli ambienti più belli all'interno del Collegio figurano la settecentesca cappella dei collegiali e il Refettorio affrescato (1753). I dipinti di storie sacre sulle pareti sono opera del pratese Giacinto Fabbroni (1712-1783); la volta fu ridecorata invece nella seconda metà dell'Ottocento.
Piazza e Palazzo del Comune
Il centro della città è costituito dalla piazza del Comune, dominata dalla mole imponente del Palazzo Pretorio ed ornata nel mezzo dalla statua di Francesco d
i Marco Datini - opera di Antonio Garella (1896) - e dalla graziosa fontana del Bacchino, le cui parti bronzee originali sono custodite nella Galleria Comunale. Da una parte sorge il Palazzo Comunale, a portici, che ha perso l'aspetto trecentesco, ricevendo alla fine del settecento l'attuale facciata classicheggiante, di Giuseppe Valentini. Sull'angolo vi è un grande stemma mediceo fra le statue di Battista del Tasso (1550). Dall'altra parte della piazza si eleva il Palazzo Pretorio, costruzione massiccia con scala esterna e balcone, restaurata, composta da due parti, del secolo XIII e del XIV rispettivamente: la più antica, a destra, in laterizi, acquistata nel 1284 da Fresco dei Frescobaldi, capitano del popolo, per insediarvi il governo del Comune; conserva l'aspetto severo di casa-torre duecentesca, con pian terreno a portico su pilastri d'alberese (murato); quella a sinistra, in pietra, è ravvivata da otto bifore e da un tabernacolo nel quale fino al 1799 rimase la statua di Roberto D'Angiò. La merlatura e il campaniletto a vela furono aggiunti nel secolo XVI . La Galleria Comunale fondata nel 1850 e di recente riordinata, è sistemata nell'interno in sei sale distribuite in tre piani. Tra le raccolte minori della regione essa è una delle più importanti per qualità dei dipinti, prevalentemente di scuola fiorentina dei secoli XIV e XV.
Teatro Comunale Metastasio
Il teatro fu promosso attorno al 1820 da importanti rappresentanti della borghesia cittadina. Progettato dal celebre architetto fiorentino Luigi de Cambray Digny nel 1827 e portato a termine nel 1830, si presenta all'esterno di forma semicircolare, secondo una soluzione originale nel panorama architettonico del periodo, di modo che l'elegante sala interna, a ferro di cavallo con tre file di palchi, trovi una corrispondenza nella facciata esterna. Donato al Comune nel 1939 e restaurato tra il '56 e il '64 è divenuto negli anni successivi uno tra i più importanti teatri di prosa in Italia, grazie alla sua ricca programmazione.
Itinerario Rinascimentale
Basilica di Santa Maria delle Carceri
In seguito agli eventi miracolosi, del 6 luglio 1484, intorno ad un'immagine della Madonna affrescata all'esterno dell'antico carcere delle Stinche, che fecero esplodere un'immediata e forte devozione popolare, il Comune di Prato ottenne l'autorizzazione pontificia ad erigere sul luogo una chiesa. Accanto al castello venne innalzata, tra il 1485 ed il 1492, la Basilica di S. Maria delle Carceri, uno dei maggiori capolavori del Rinascimento per volontà di Lorenzo il Magnifico. Capolavoro architettonico di armoniose proporzioni, figura a croce greca sormontata da una cupola, frutto maturo delle soluzioni spaziali del Brunelleschi, ma soprattutto dei postulati teorici di Leon Battista Alberti. All'interno opere di Andrea della Robbia (sec. XV) e di B. Buontalenti.
Chiesa di Sant'Anna in Giolica
La chiesa e il primo nucleo del convento annesso furono edificati nella seconda metà del XII secolo da Brunetto de'Rossi, frate eremitano di Sant'Agostino. Il convento, che nel XV secolo fu interessato da imponenti lavori (vennero costruiti il transetto e la cupoletta soprastante), durante la peste del 1527 e di nuovo in quella del 1630 fu adibito a lazzeretto. L'organicità e la compiutezza compositiva fanno di Sant'Anna un importante esempio di architettura rinascimentale. All'interno contiene molti affreschi del Trecento.
Palazzo degli Spedalinghi
Sul lato occidentale della Piazza dell'Ospedale della Misericordia (XII-XVII secolo) si erge austero il Palazzo degli Spedalinghi, costruito nella prima metà del Cinquecento su una precedente struttura. A sinistra dell'ingresso è l'antica chiesa di S. Barnaba, costruita nel 1218, contenente resti di importanti affreschi databili alla metà del Duecento, attribuiti al Maestro di Sant'Agata. All'interno del palazzo nel salone degli Spedalinghi sul quale si aprono quattro portali in pietra cinquecenteschi, ornato da un bel soffitto ligneo a cassettoni del XVI secolo, si conservano frammenti di affreschi staccati con scene di un Giudizio Universale di Bonaccorso di Cino (metà del Trecento circa). Dall'attuale ingresso all'Ospedale si può accedere alla Sala Garibaldi, l'antico "Pellegrinaio" trecentesco; nella zona sud-orientale del complesso si trovano altri ambienti di un certo interesse: la Sala delle Colonne a tre navate, coperte con volte a crociera e sorrette da snelle colonne tuscaniche in pietra, forse del primo Seicento. Il Palazzo ha ora una destinazione culturale e assistenziale.
Itinerario Medioevale
Duomo o Cattedrale di Santo Stefano
Il maggiore monumento religioso della città, sorto dal rifacimento della Pieve di Santo Stefano all'inizio del '200, rappresenta un esempio straordinario di architettura romanico-gotica. Al centro della facciata (rivestita in pietra alberese e marmo verde di Prato), è il grande portale, realizzato nel 1412-13 e la lunetta con altorilievo in terracotta invetriata bianca e azzurra eseguita nel 1489 da Andrea della Robbia. Sull'angolo destro della facciata è il pulpito esterno del Sacro Cingolo, opera di Donatello e di Michelozzo, mentre all'interno è quello di Mino da Fiesole e del Rossellino. L'interno è a tre navate caratterizzate dalle possenti colonne di marmo verde con eleganti capitelli, dall'ampio ritmo delle arcate, dalle decorazioni a fasce bicrome, usate qui per la prima volta in un interno. All'inizio della navata sinistra è la trecentesca Cappella della Sacra Cintola sorta per conservare la preziosa reliquia mariana e chiusa da una cancellata bronzea quattrocentesca. Nel transetto la Cappella Vinaccesi con affreschi del pratese Alessandro Franchi. Segue la Cappella dell'Assunta le cui pareti sono affrescate con storie della Vergine e di Santo Stefano eseguite nel XV secolo da Paolo Uccello e Andrea di Giusto . Nella Cappella Maggiore è di grande interesse il ciclo di affreschi con storie dei Santi e Giovanni Battista eseguiti da Filippo Lippi e collaboratori (1452-65), tra i quali spicca il Banchetto d'Erode con la famosa Salomè danzante.
Il Castello dell'Imperatore
Unico esempio di architettura sveva nell'Italia Centro-Settentrionale è l'imponente struttura in pietra alberese del Castello dell'Imperatore, situato in rilievo sulla piazza Santa Maria delle Carceri. Edificato, tra il 1242 ed il 1248 dall'Imperatore del Sacro Romano Impero Federico II, su preesistenze di una fortificata dimora appartenuta ai Conti Alberti di Prato, e che Matilde di Canossa, Marchesa di Toscana, aveva assediato e distrutto nel 1107. Divenne così, per volere del figlio, sede di Vicari Imperiali in Toscana. La morte di Federico II nel 1250 e il declino della politica imperiale in Toscana, impedirono il completamento degli interni del Castello che solo in epoca successiva vennero adattati alle diverse esigenze. Dopo vari presidi nel corso di quattro secoli da parte di forze militari, negli anni tra il 1767 ed il 1768 il Castello subì la manomissione degli interni e l'abbassamento delle due torri di vedetta che risalivano probabilmente al XII secolo e che in origine erano alte circa il doppio delle attuali. Il fortilizio servì inoltre da caserma e da carcere e soltanto negli anni Trenta del nostro secolo, tornato di proprietà del Comune di Prato, venne parzialmente restaurato. Ulteriori lavori di restauro negli anni seguenti hanno portato alla demolizione delle sovrastrutture, al consolidamento del portale centrale e delle cortine esterne. Dal 1975 il Castello dell'Imperatore è aperto ai visitatori ed ospita pubbliche manifestazioni.
Palazzo Datini
Sulla via Rinaldesca si trova il Palazzo Datini, costruito alla fine del 1300 da Francesco di Marco Datini, il celebre mercante e banchiere pratese che lasciò un'impronta duratura nello sviluppo del credito e delle tecniche contabili ed amministrative. L'edificio costituisce un raro esempio di casa per abitazione tardo-gotica completamente affrescata sia all'interno che all'esterno da Niccolò di Pietro Guerrini, Ambrogio di Baldese, Tommaso del Mazza e dallo spagnolo Alvaro de Pïrez, dove a suo tempo, Francesco di Marco Datini vi ospitò sovrani e personaggi illustri. Oggi è sede del Ceppo (ente pio da lui fondato) e dell'Archivio di Stato.
Chiesa di San Francesco

Costruzione tardo duecentesca dalla bella facciata in marmi bicromi, con ampio portale strombato e timpano triangolare ritenuto opera di Giuliano da Sangallo. L'interno, ad un'unica navata, ha tre cappelle absidali e custodisce il notevole monumento funebre di Geminiano Inghirami, attribuito al Rossellino. Si notino anche un Crocifisso in legno (XV secolo) e la lastra funeraria di Francesco Marco Datini, opera quattrocentesca di Nicolò Lamberti. Da un chiostro affrescato del XV secolo, nel quale sono anche alcuni monumenti funebri, si accede alla cappella Migliorati, che conserva un ciclo di affreschi tardo trecenteschi eseguiti da Niccolò di Pietro Gerini.

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