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Storia
e tradizioni del comprensorio:VERNIO
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Il
Comune di Vernio appartiene alla provincia di Prato, ed è situato
nella Val di Bisenzio, ai piedi dell'Appennino Toscano. Vernio fu
possesso privato di quei conti Bardi
che erano a Firenze cittadini e a Vernio feudatari, fino al tempo
della rivoluzione francese, quando un battaglione di volontari invasero
Vernio e segnarono la fine ad VIII secoli di egemonia. Località
come "Le confina" e "La
Dogana" separavano il feudo a meridione con lo Stato Fiorentino,
mentre a settentrione il confine era con lo Stato della Chiesa.
I Bardi avaveno acquistato nel XIV dagli Alberti un vasto territorio
comprendente S.Ippolito, sede di un'antica pieve, Costozze,
su un colle soleggiato e sulla strada che collegava S.Quirico con
Maciano, Saletto e Montecuccoli. Davanti a Costozze un altra collina,
Poggiole, dominava il nuovo insediamento
di Mercatale, destinato ad assumere un ruolo importante come luogo
di ferie e di scambi commerciali fin dal tardo medioevo. Questa
era anche la zona più adatta per il sorgere delle prime attività
industriali del feudo (mulini idraulici e gualchiere) e per gli
stabilimenti tessili che sorsero qui circa un secolo fà. Capoluogo
di questo piccolo stato fu senza dubbio S. Quirico, ove verso la
metà dei 1600 i conti di Vernio avevano trasferito la loro dimora
nei palazzo detto "Il Casone", oggi
sede dell'Amministrazione comunale. La zona di Luciana è tutta da
scoprire, scendendo verso il fiume alla ricerca del leggendario
Sasso delle Fate (nel quale secondo la tradizione per vendetta fu
rinchiuso uno dei feudatari) o dirigendosi verso Cavarzano.
La porzione più settentrionale della valle del Bisenzio si distende
sulle terre che un tempo facevano parte del Feudo di Vernio, e termina
sulla linea di crinale che congiunge il poggio di Petto col poggio
dei Prati, a monte del valico della Crocetta.
In corrispondenza di Mercatale di Vernio
il Bisenzio riceve il Fiumenta, uno
dei suoi più importanti affluenti che convoglia in esso le acque
della porzione toscana dell'appennino di Montepiano;
la testata della valle del Fiumenta, infatti, individua lo spartiacque
appenninico e delimita quindi il bacino dell'Arno
da quello del Reno. La curva poi delimita
verso nord il poggio di San Ippolito,
estremo baluardo dell'antico feudo verso lo stato toscano e sede
di un'antica Pieve, ricco di castagneti sul versante nord e colture
di vite ed olivo, in massima parte abbandonate, sull'opposto fianco,
a conferma di un microclima particolarmente favorevole che permette
di vegetare ottimamente anche ai cosiddetti lecci di S.Ippolito.
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