EUROPA


LE REGIONI ITALIANE E L' UNIONE EUROPEA
Jaques Santer, presidente della Commissione europea dal gennaio 1995, si è impegnato a garantire la massima trasparenza per i lavori dell’Unione, allo scopo di avvicinarla ai suoi 370 milioni di cittadini. Il processo di unificazione dei paesi membri (attualmente 15 - Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia) è iniziato circa 40 anni fa ed ha portato alla creazione di un mercato unico in cui le merci, le persone, i servizi e i capitali circolano liberamente, come se si trattasse di un unico paese. La ratifica del Trattato di Maastricht sull’Unione europea, nel 1993, ha avviato un processo che culminerà nella realizzazione di un’unione economica e monetaria dotata di una moneta unica. Tuttavia, nonostante il processo di unificazione degli stati membri, l’Ue si è preoccupata di conservare la diversità culturale e linguistica dei suoi popoli. Essa applica inoltre il principio di sussidiarietà, in base al quale l’Unione agisce solo quando può farlo meglio dei singoli Stati membri. Le regioni e le autorità locali di tutti i Paesi, infine, sono rappresentate nel Comitato delle Regioni, istituito dal Trattato di Maastricht e consultato obbligatoriamente dalla Commissione e dal Consiglio dell’Unione europea su qualsiasi nuova misura legislativa avente impatto regionale. Inoltre i cittadini possono reclamare contro l’operato delle istituzioni europee presso il Mediatore del Parlamento europeo. E’ quindi fondamentale per i cittadini comprendere il ruolo delle istituzioni che gestiscono l’Ue e che sono essenzialmente quattro: La Commissione europea, Il Consiglio dell’Unione europea, Il Parlamento europeo e La Corte di Giustizia. Esiste una quinta istituzione, La Corte dei Conti, che verifica la corretta gestione del bilancio dell’UE da parte della Commissione e degli Stati membri nei settori in cui hanno determinate responsabilità, ad esempio nella politica agricola comune (Pac). L’Unione comprende altresì due comitati consultivi: il Comitato economico e sociale, costituito da rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e di altri gruppi economici; il Comitato delle Regioni, di cui si è già parlato, che testimonia la determinazione dell’Unione di aumentare la partecipazione dei cittadini e dei loro rappresentanti alle decisioni europee. Decisioni che sempre più li interessano direttamente. All’origine delle istituzioni vi è la volontà di “porre le fondamenta di un’unione sempre più stretta fra i popoli europei”. Con il crescere delle responsabilità, anche le dimensioni e il numero delle istituzioni sono andate aumentando. Nei primi venti anni di esistenza della Comunità, il compito della Commissione era di proporre, quello del Parlamento di formulare pareri, quello del Consiglio dei ministri di decidere e quello della Corte di giustizia di interpretare. Nel corso degli ultimi venti anni il Parlamento europeo, eletto a suffragio universale diretto, ha acquisito nuovi poteri, è stata creata la Corte dei conti, la Banca europea per gli investimenti si è affermata come un’importante fonte di finanziamento dello sviluppo economico, il Comitato economico e sociale ha dato la dimostrazione di quanto utili siano la discussione e la cooperazione tra gli interlocutori economici e sociali e, di recente, è stato istituito il Comitato delle regioni, con il compito di dar voce agli interessi e alle diversità regionali. Queste istituzioni cooperano strettamente e in modo costruttivo, per il bene di tutti i cittadini europei. Le pagine che seguono descrivono in che modo esse svolgono la loro azione

ABOLIZIONE DELLE FRONTIERE
E’ permessa la libera circolazione oltre che di merci, beni, servizi, anche delle persone all’interno dei paesi dell’Unione Europea

IL CITTADINO EUROPEO TUTELATO ALL’ESTERO
In un paese in cui il proprio stato non abbia rappresentanza diplomatica, ci si può rivolgere alle ambasciate o ai consolati di qualsiasi stato membro; l’introduzione del passaporto europeo permetterà di rafforzare nei cittadini la coscienza e l’appartenenza ad un’unica entità: l’Unione Europea.

IL DIRITTO AL VOTO
Il cittadino può partecipare con il voto nella sessione delle elezioni comunali amministrative, quindi eleggere il Sindaco, quindi partecipare alla vita del comune in cui risiede. Inoltre può votare per il Parlamento Europeo anche se risiede in uno stato dell’Unione diverso dal proprio e può votare ed essere eletto alle elezioni europee.

IL LAVORO IN EUROPA
Si può lavorare in ogni paese dell’Unione; è una possibilità che riguarda sia i lavoratori dipendenti, sia chi esercita una libera professione o un’attività commerciale, industriale o artigianale; l’accesso all’impiego e alla professione è facilitato dal reciproco riconoscimento di titoli e diplomi.

LA RESIDENZA IN EUROPA
Si può risiedere in ogni paese dell’Unione, il cambiamento di residenza all’interno dell’Unione è regolato dalle stesse formalità previste all’interno di ogni Stato Membro.

OGNI CITTADINO PUO’ FAR VALERE I PROPRI DIRITTI
Nei confronti delle istituzioni dell’Unione, presentando una petizione al Parlamento Europeo sulle materie di competenza dell’Unione, attraverso il mediatore, che ha sede a Strasburgo, si possono segnalare casi di cattiva amministrazione.

PROGETTO GIOVENTU

GIOVENTU’ è un programma Europeo per l’educazione non formale e la mobilità internazionale, rivolto ai giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni. E’ promosso dalla Commissione Europea - Direzione Generale Istruzione e Cultura e in Italia è coordinato dall’Agenzia Nazionale Gioventù , presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari Sociali - Ufficio III°- .
A chi è rivolto: Il Programma Gioventù si rivolge principalmente ai giovani dai 15 ai 25 anni, residenti in uno dei 15 stati membri dell’Unione o in uno dei paesi che partecipano al programma. Quindi, tutti i gruppi di gi ovani che vogliono fare uno scambio o promuovere un’iniziativa nella loro comunità locale, tutti i ragazzi che desiderano essere coinvolti nel servizio volontario, gli ex-volontari che intendono utilizzare l’esperienza acquisita durante il servizio volontario per avviare una loro attività, le organizzazioni giovanili, gli animatori giovanili, le autorità locali, altre organizzazioni operanti nel terzo settore, tutti coloro che hanno a che fare con il mondo dei giovani e dell’educazione non formale, sono i beneficiari del programma Gioventù. Gioventù, infatti, promuove la mobilità, le iniziative, l’apprendimento interculturale e la solidarietà fra i giovani di tutta Europa e fuori l’Europa.



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